La figura del lupo mannaro è molto antica e ancora presente in molte civiltà. La figura del lupo mannaro può essere fatta risalire all’età del bronzo quando le tribù nomadi provenienti dall’india vennero in contatto con le tribù stanziali occidentali. Lo scontrarsi delle religioni legate ai miti lunari e della fertilità e quelle solari legate alla caccia tramandarono la figura del lupo come animale propiziatorio di fertilità. Questo stretto legame tra uomo e il lupo portò già nel medioevo alla moltiplicazione di leggende su uomini che si trasformano in lupi. Letteratura e più tardi il cinema ci hanno tramandato la figura del licantropo ampiamente sottovalutata, a volte priva di fascino descrivendolo solo come una bestia irrigidita, assetata di sangue, legata alle fasi lunari, sottomessa ai vari Dracula e Vampiri e così via. Tuttavia nel folklore popolare i lupi mannari sono battuti solamente dai fantasmi. Nulla incute angoscia come l’ululato di un lupo e secondo me non c’è nulla che incute terrore come vedere un lupo all’interno di una foresta. Mi piaceva l’idea di un romanzo dove coesistessero paura, eroismo, sentimento. Mi piaceva l’idea di una paura vera più che l’effetto del sangue a litri. La bestia di Molde parla di tutto questo.
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ago
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