Chi come me, si è trovato a scrivere un libro per la prima volta, avrà avuto più o meno l’enorme difficoltà dei nomi. Come chiamo il luogo?, come chiamo i miei personaggi? Io ho scelto a caso i nomi delle persone e ho scelto Molde come città per quel non sò che di romantico nel pronunciarla. Molde è una piccola cittadina nella parte nord occidentale della norvegia che vive per lo più di pesca e legname. La chiamano la Nizza del Nord. La “mia” Molde è diversa, è un paese che stà crescendo, in cui sono ancora ben radicate le tradizioni locali, dove tutto scorre lentamente ma di continuo. Dove ancora le nonne raffreddano i dolci sui davanzali delle finestre. Dove la domenica si va a messa e ci si ferma a parlare nella piazza principale del paese. Dove il posto di ritrovo preferito è davanti al fuoco di un camino o un’ antica caffetteria conosciuta a tutti. Molde è la città del mio romanzo. Incastonata tra un fiordo norvegese e una foresta di abeti. Molde è un tributo personale ai popoli scandinavi, alle persone che creano e mantengono vivo quell’enorme patrimonio civico che è il rispetto per ogni cosa. Probabilmente se un abitante di Molde leggesse il mio libro, penserebbe che ho sbagliato città, essendo in effetti Molde una cittadina molto vivace e ambita meta turistica, ma se proprio devo sognare di vivere a Molde o comunque in scandinavia, scrivere un romanzo ambientato in quei posti, posso anche immaginarlo come più mi piace.
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ago
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